AEE, RAEE e RPA

AEE, RAEE e RPA, termini e definizioni

Definizione di AEE

Le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, note con l’acronimo AEE, sono così definite dal Decreto Legislativo 49 del 2014, la norma quadro per la gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettriche (RAEE):

le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, di trasferimento e di misura di queste correnti e campi e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua”. (D. lgs. 49/2014)

Le AEE così definite sono dunque classificate in:

 

  • AEE Professionali
  • AEE Domestiche
  • AEE Dual Use

 

Le AEE Professionali sono quelle progettate per essere utilizzate solo da utenti professionali, con caratteristiche tecnico-funzionali tali da renderle diverse dalle apparecchiature domestiche. In particolare le AEE professionali sono quelle per le quali nel contratto di vendita tra produttore e utilizzatore professionale c’è un chiaro riferimento alle responsabilità per i costi di raccolta e trattamento rifiuti, oltre che alla specifica che questi ultimi non vengano dismessi con i rifiuti urbani.

 

Le AEE Domestiche sono quelle immesse sul mercato attraverso canali distributivi e commerciali specializzati sull’utenza domestica.

 

Le AEE Dual Use sono quelle che si prestano all’uso sia domestico sia professionale. Un esempio lo sono i pc, le stampanti e i telefoni, classici apperecchi di uso professionale ma assolutamente comuni anche in ambito domestico.

Definizione di RAEE

RAEE invece è l’acronimo con cui si indicano i Rifiuti di AEE quindi i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di cui l’utilizzatore o possessore ha necessità di disfarsi in quanto guaste, inutilizzabili, obsolete e dunque destinate all’abbandono.

 

Citando ancora testualmente la norma quadro per i rifiuti elettrici ed elettronici, il decreto 49/2014, i RAEE sono:

 

“le apparecchiature elettriche o elettroniche che sono rifiuti ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, inclusi tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo disfarsene”.

 

Come per le AEE, anche per i RAEE vale la stessa suddivisione in categorie di RAEE Domestici e RAEE Professionali.

 

I RAEE provenienti dai nuclei domestici sono: i RAEE originati dai nuclei domestici e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo, analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici.

 

I rifiuti delle AEE che potrebbero essere usate sia dai nuclei domestici che da utilizzatori diversi dai nuclei domestici sono in ogni caso considerati RAEE provenienti dai nuclei domestici;

 

I RAEE professionali sono: i RAEE diversi da quelli provenienti dai nuclei domestici sopra indicati.

 

Dopo il 13 agosto 2005, dopo cioè il primo decreto legislativo sui rifiuti elettrici, i RAEE immessi sul mercato si riconoscono dal simbolo, semplice e leggibile, del cassonetto sbarrato indicante il prodotto che non può e non deve essere gettato nei normali cassonetti per i rifiuti.

Definizione di RPA

RPA è l’acronimo con cui ci si riferisce abitualemente ai Rifiuti di Pile e Accumulatori. Le categorie dì batterie che rientrano nei RPA sono definite dalla norma di riferimento di settore, ovvero il D. Lgs. 188/08, che distingue tra:

 

– Pile e accumulatori portatili

– Accumulatori industriali

– Accumulatori per veicoli

 

La prima categoria comprende le pile che siamo abituati a vedere e ad usare nella nostra vita quotidiana, quindi batterie per cellulari, computer, pile a bottone e stilo. L’unica differenza tra pile e accumulatori sta nel fatto che le pile non sono ricaricabili.

 

Le pile portatili possono essere di diverso tipo: litio, zinco-carbone, zinco-cloruro, alcalino-manganese, zinco-aria, ossido d’argento. Gli accumulatori portatili invece sonob disponibili nei seguenti tipi: ioni di litio, nichel-idruro metallico, nichel-cadmio.

 

Gli accumulatori industriali possono essere accumulatori di uso trazione che forniscono energia per motori elettrici (un esempio lo sono i carrelli elevatori) e accumulatori di uso stazionario (ad esempio nei gruppi di continuità).

 

Gli accumulatori per veicoli, per lo più in piombo-acido, sono molto diffusi e servono per l’avviamento di machine, auto, moto e imbarcazioni.