Normativa

Normative RAEE e RPA

Normative RAEE

 

In Italia in primo decreto in materia di Normative RAEE è stato il Decreto Legislativo 151 del 2005 emanato e approvato per recepire a livello nazionale la Direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo del 27 gennaio 2003 sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

 

Circa dieci anni più tardi il Decreto RAEE 151/05 è stato sostituito dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014 con l’obiettivo di rafforzare il principio della Responsabilità Estesa del Produttore del bene noto con l’acronimo EPR (Extended Producer Responsibility)

Il Decreto Lgs. 49/2014 è tutt’oggi il primo riferimento in materia di RAEE, la norma quadro per la Gestione dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici.

 

Negli ultimi anni sono stati emanati diversi Decreti Attuativi del D.Lgs. 49/14 con l’intento di concrettizzare alcuni principi base della norma quadro come l’incentivazione di prodotti eco-compatibili, la promozione della raccolta dei RAEE di piccolissime dimensioni, definizione delle tariffe a copertura dei costi del Comitato di Vigilanza e Controllo.

 

In particolare nel 2016 il Decreto Attuativo DM 12 ottobre 2016 n. 27 ha portato all’approvazione dello statuto del Centro di Coordinamento RAEE (cdc RAEE) ossia l’ente istituito per garantire che tutto il Paese venga servito per il servizio di ritiro dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e che tutti i Sistemi Collettivi di gestione dei Raee lavorino con modalità e in condizioni operative omogenee.

 

Il DM Ambiente 25 luglio 2016, invece, ha introdotto le linee guida per lo sviluppo di nuove tecnologie per trattamento e riciclaggio di RAEE.

 

Il DM Ambiente n. 140 del 10 giugno 2016 ha stabilito le modalità per favorire la progettazione e la  produzione eco-compatibile di AEE.

 

Il DM Ambiente n. 121 del 31 maggio 2016 ha semplificato i processi e le attività di ritiro gratuito RAEE di piccolissime dimensioni (il cosidetto“uno contro zero”)

 

Il DM Ambiente 17 giugno 2016 ha stabilito le tariffe a copertura degli oneri derivanti da sistema di gestione dei RAEE.

 

Dal 15 agosto 2018 il D.Lgs. 49/2014 stabilisce l’estensione della norma quadro e dei decreti attuativi a produttori e importatori di nuove categorie di AEE, il cosidetto Open Scope della Normativa RAEE. Per conoscere il dettaglio dell’OpenScope consultare la sezione OPEN SCOPE di questo sito.

 

Nel nostro Paese, prima della Direttiva RAEE, il 90% dei RAEE veniva immesso in discarica, incenerito oppure recuperato senza pre-trattamento un impatto fortemente negativo sull’ambiente.

 

Normative RPA (Rifiuti Pile e Accumulatori)

 

In Italia la norma quadro che disciplina la gestione dei RPA, ossia dei rifiuti derivanti da pile e accumulatori, è il D.Lgs. 188/08 che ha recepito a livello nazionale la Direttiva 2006/66/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo.

 

In particolare con il D.Lgs. 188/2008 si pone a carico dei produttori di pile e accumulatori (portatili, per autoveicoli e industriali) la responsabilità di gestire la raccolta, il trattamento e il riciclo degli RPA.

 

Poichè il processo di ritiro, riciclo e trattamento dei RPA deve essere gestito con modalità analoghe a quello dei RAEE, la normativa sancisce, anche per questa tipologia di prodotto, il principio della “Responsabilità Estesa del Produttore”.

 

Nel 2016 con l’emanazione del D.Lgs. 27/2016 la norma quadro per i rifiuti di pile e accumulatori subisce delle modifiche tuttavia non sostanzali come il fatto che ora, all’interno del D.Lgs. 188/08, viene ora richiamato il D.Lgs. 49/2014 al posto del vecchio D.Lgs 151/05.

 

In particolare – con il D.Lgs. 27/2016 Pile e Accumulatori – viene eliminata la possibilità di deroga per l’immissione sul mercato nazionale di accumulatori nichel-cadmio per utensili elettrici senza fili e di quella relativa al mercurio nelle pile a bottone.

 

Infine il nuovo Decreto Pile stabilisce l’inserimento di nuovi obblighi in capo ai Produttori in materia di istruzioni che devono essere fornite circa la corretta rimozione dei rifiuti di pile e accumulatori dagli apparecchi.

 

In questi anni, presso le sedi istituzionali dell’Unione Europea, sono in corso i lavori per la preparazione e alla pubblicazione di una nuova Direttiva in materia di Pile e Accumulatori che dovrà tenere conto di un mercato cambiato radicalmente rispetto a 10 anni fa, quando è stata emanata la storica Direttiva 2006/66/CE.

 

Lo scopo del Legislatore Europeo è quello di promuovere un ambiente meno inquinato, riducendo al minimo le sostanze nocive presenti nelle pile.

 

Grazie all’interesse di tutti i Paesi dell’Unione e al proliferare di impegni e obblighi legilastivi, le batterie che non rispettano i limiti di contenuti nocivi sono ormai vietate sul mercato europeo.

 

Le ultime disposizioni in materia, oltre ad incentivare una migliore gestione dei rifiuti da pile e batterie, sta promuovendo la ricerca e sta erogando incentivi economici per migliorare le prestazioni ambientali delle pile nel corso del loro intero ciclo di vita.

 

Le entrate provenienti dal riciclaggio sono generalmente sufficienti a coprire tutti i costi di raccolta e ritrattamento previsti per pile, batterie e accumulatori.